VERONICA PARETTA

AS HARD AS IT GETS | JUNE 23 - SEPT 16 | 2022

Galleria Macca è lieta di presentare As hard as it gets, terza mostra personale di Veronica Paretta (Cagliari, 1986), e i testi critici di Efisio Carbone, Direttore Artistico del Museo MACC di Calasetta, e di Alberto Marci, artista visivo. La mostra sarà visitabile dal 23 giugno al 16 settembre, ogni martedì, giovedì e venerdì dalle 19 alle 21, o su appuntamento. Nel rispetto delle disposizioni anti COVID-19 è consigliata la prenotazione a info@galleriamacca.com



AS HARD AS IT GETS



Why Have There Been No Great Women Artists?

Era il 1971 quando Linda Nochlin dava alla stampa questo articolo volutamente provocatorio per stimolare una critica radicale storico-sociologica che oggi trova negli approcci post-coloniali alla produzione culturale una forma corale di rilettura e recupero del "troppo perso".

Solo nel 1980 con L’altra metà dell'Avanguardia Lea Vergine stabiliva l'effettivo valore storico artistico della ricerca al femminile; oggi i musei contengono al massimo il 20-25% di opere firmate da artiste, quasi tutte contemporanee, perché l'arte e la critica sono restate saldamente in mano a una classe borghese maschile bianca misogina e occidentale.

Veronica Paretta è un’artista di grande talento: l’ho vista circoscrivere il suo spazio vitale sulla tela che coincideva col suo corpo, stretto, costretto tra l’essere e il dover essere; il corpo, l’unico spazio concesso, forse per questo le più grandi artiste contemporanee lo hanno usato.

Farsi spazio è un tema costante nella pittura lacerata e vorticosa di Veronica, gestuale e calibrata senza mai qualcosa di troppo.

Essere la migliore è fondamentale.

Zaza Calzia nei primi anni '60 veniva elogiata dal suo maestro che le diceva "dipingi come un uomo", Rosanna Rossi qualche anno prima si firmava con le iniziali del nome per non influenzare il giudizio di pubblico e critica, mentre negli anni '80 il critico Vittorino Fiori le dava del pittore per farle un complimento. Stessa cosa negli anni '90 faceva Ennio Morricone, dedicando un’intera partitura a "Eva Fischer pittore".

Marina Abramović giusto qualche anno fa sosteneva che le artiste dovessero rinunciare a maternità e famiglia per un eccessivo dispendio di energie.

Andiamo avanti?

Le cose probabilmente stanno cambiando ma lentamente e mai con la giusta efficacia. Il problema è culturale, sociale, politico, economico, oltremodo vasto e complicato molto più di quanto queste poche parole possano minimamente presentare.

Noi intanto ci godiamo le opere straordinarie di Veronica Paretta, tra le più promettenti, intelligenti, mature, coraggiose, tenaci artiste che vivono su quest’isola. Pittrice di razza, dalla ricerca costante, tiene il fuoco creativo sempre accesso… per quanto difficile possa essere.
 

[Efisio Carbone]



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È in noi che i paesaggi hanno paesaggio.
Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo...
La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori.
Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
[Fernando Pessoa]




I paesaggi che viviamo ci formano, il nostro essere dipende dai paesaggi che abbiamo attorno: in questi impariamo a camminare e a orientarci, ed è negli stessi che la natura e l’antropizzato convivono rivelando la cultura che li ha creati.

È anche vero però il contrario: noi pensiamo e mettiamo al mondo paesaggi attraverso le nostre esigenze e l’immaginazione, che ci consente muoverci da ciò che c’era a ciò che non c’è.

I paesaggi non entrano nelle categorie degli oggetti misurabili, non rientrano nelle categorie delle cose e degli scenari, questi non possono essere considerati solo fuori di noi. I paesaggi ci percorrono quando li percorriamo, si riflettono nella nostra esperienza mentre li osserviamo, ci attraversano scambiando e intrecciando continuamente dato materiale ed esperienza vissuta.

Veronica ci racconta paesaggi utopici, senza però raccontare l’irrealizzabile, dando una spinta allo stimolo visivo che ci fa sentire spaesati e che ci consente di vedere da lontano elementi e strutture vicine. I suoi paesaggi abbattono la ragione e sfuggono al concetto di non contraddizione, che non ammette il paesaggio come riflesso di una condizione morale, sentimentale, personale e partecipata.

Veronica disegna paesaggi/pitture di grandi dimensioni, che ogni tanto devi allontanarti ed avere il coraggio di vederle intere, visioni verticali e orizzontali che ti abbagliano come in un deserto, ma che se poi socchiudi gli occhi e metti a fuoco con attenzione ti danno accesso a un intero mondo fatto di oasi, che purtroppo è accessibile solo a chi lo può immaginare.

As hard as it gets.
 

[Alberto Marci]





BIO

Veronica Paretta (Cagliari, 1986; vive e lavora a Cagliari), nel 2011 si diploma in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, e al suo rientro in Sardegna espone la sua prima personale alla Galleria Capitol di Cagliari. Nello stesso anno partecipa alla 54a edizione della Biennale di Venezia, Padiglione Italia nella Sala Nervi di Torino. Nel 2013 e nel 2016 ottiene due residenze d'artista presso il laboratorio d'incisione di Casa Falconieri a Cagliari. Nel Febbraio 2017 la sua prima personale alla Galleria Macca di Cagliari. Tra il 2016 e il 2018 espone in diverse collettive in Sardegna, al Salone del Libro di Torino, e ArtMadrid; è docente di laboratorio nei corsi di incisione curati da Casa Falconieri. Ha esposto al Museo Nivola, e al Museo MACC di Calasetta. Nel 2019 la sua seconda personale alla Galleria Macca. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche, sia in Italia che all’estero.

 


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Galleria Macca is proud to present As hard as it gets, by Veronica Paretta (b. 1986), and the critical text by Efisio Carbone, Artistic Director of Museo MACC, and Alberto Marci, visual artist. The exhibition will be open until Friday, 16th September 2022.



AS HARD AS IT GETS



Why Have There Been No Great Women Artists?

In 1971 Linda Nochlin wrote her deliberately provocative article to stimulate a radical historical-sociological critique that today finds in the post-colonial approaches to cultural production a choral form of reinterpretation and recovery of the missed opportunity.

Lea Vergine established the actual historical and artistic value of female research only in 1980, with her The Other Half of the Avant-garde; even today museums have only 20-25% of artworks made by female artists, almost all of which are contemporary, because art and criticism have remained firmly in the hands of a misogynist and Western white male bourgeoisie.

Veronica Paretta is a very talented artist: I saw her circumscribe her vital space on the canvas that coincided with her body, tight, forced between being and having to be; the body, the only space allowed, perhaps this is why the greatest contemporary artists have used it.

Making room for oneself is a constant theme in Veronica's torn and swirling painting, gestural and calibrated without having anything out of space.

Being the best is essential.

Zaza Calzia in the early 60s was praised by her teacher, who told her: "you paint like a man"; Rosanna Rossi a few years earlier signed her works with her initials, not to influence the judgment of the public and critics, while in the 80s the critic Vittorino Fiori called her a (male) painter as a compliment. Ennio Morricone did the same thing in the 90s, dedicating an entire score to "Eva Fischer the (male) painter".

Marina Abramović just a few years ago argued that artists had to give up motherhood and family for an excessive waste of energy.

Shall we go on?

Things are probably changing, but very slowly and never with the right effectiveness. The problem is cultural, social, political, economic, extremely vast and complicated, much more than these few words could possibly solve.

Meanwhile, we enjoy the extraordinary works of Veronica Paretta, one of the most promising, intelligent, mature, courageous, tenacious artists living in Sardinia. She is a thoroughbred painter, with constant research, she keeps the creative fire always on… as hard as it gets.


[Efisio Carbone]



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Landscapes have a landscape within us.
Therefore, if I imagine them, I create them; if I create them, they exist: if they exist, I can see them...
Life is what we make of it. Travel is the traveler.
What we see isn't what we see but what we are.
[Fernando Pessoa]




The landscapes we live in form us, our being depends on the landscapes around us: in these we learn to walk and direct ourselves, and it is in them that nature and the man-made live together, revealing the culture that created them.

However, the opposite is also true: we think and bring landscapes into the world through our needs and imagination, which allows us to move from what there was to what there is not.

Landscapes do not fall into the categories of measurable objects, they do not fall into the categories of things and scenarios, these cannot be considered only outside of us. Landscapes run through our veias when we walk through them, they are reflected in our experience as we observe them, they pass through us by continuously exchanging and intertwining material data and lived experience.

Veronica tells us about utopian landscapes, without however telling the unattainable, giving a boost to the visual stimulus that makes us feel disoriented and allows us to see nearby elements and structures from afar. Her landscapes destroy reason and escape the concept of non-contradiction, which does not admit the landscape as a reflection of a moral, sentimental, personal and participatory condition.

Veronica draws landscapes / paintings of large dimensions, every now and then you have to move away from them to see them whole, vertical and horizontal visions that dazzle you like if you were in a desert, but then if you close your eyes and focus carefully they give you access to an whole world made up of oases, which unfortunately is only accessible to those who can imagine it.

As hard as it gets.

[Alberto Marci]



 

BIO

Veronica Paretta (Cagliari, 1986; lives and works in Cagliari), in 2011 she graduated in Painting at the Academy of Fine Arts in Bologna, and on her return to Sardinia she had her first solo show at the Capitol Gallery in Cagliari. In the same year she participated in the 54th edition of the Venice Biennale - Italian Pavilion, in the Sala Nervi in Turin. In 2013 and 2016 she did two artist residencies at the Casa Falconieri's engraving lab in Cagliari. In February 2017 her first solo show at Galleria Macca in Cagliari. Between 2016 and 2018 she had several group shows in Sardinia, at Salone del Libro in Turin, and ArtMadrid; she is a lab teacher in the engraving classes run by Casa Falconieri. She has shown at Museo Nivola and at Museo MACC in Calasetta. In 2019 her second solo show at Galleria Macca. Her works can be found in private and public collections, both in Italy and abroad.