A.D.STANZA

OCT 29 - DEC 12 | 2020

Galleria Macca è lieta di presentare A.D.STANZA, una mostra che si inserisce nell’ambito della collaborazione con Casa Falconieri al progetto “Antiche Dimore Storiche”. La mostra si articola in quattro appuntamenti in cui diversi gruppi di Artisti presentano lavori inediti prodotti nel 2020 durante il lockdown. Ad aprire il dialogo, il 29 Ottobre, Gabriella Locci (vive e lavora a Cagliari), Crisa (Cagliari, 1984) e Alberto Marci (Cagliari, 1985); il 12 Novembre è la volta di Veronica Paretta (Cagliari, 1986), Lea Gramsdorff (vive e lavora a Cagliari), Nicolò Bruno (Milano, 1989) e Irene Balia (Iglesias, 1985, vive e lavora a Milano); seguono Marco Ceraglia (vive e lavora a Sassari), Pietro Desirò (Poggibonsi, 1994) e Giovanna Secchi (vive e lavora a Sassari) dal 24 Novembre; infine Giulia Casula (Cagliari, 1977), Simone Dulcis (Milano, 1974, vive e lavora a Cagliari) e Irene Podgornik Badia (vive e lavora a Torino) dal 3 Dicembre.

La mostra sarà visitabile dal 29 Ottobre al 12 Dicembre, ogni martedì, giovedì e venerdì dalle 17.30 alle 20.30, o su appuntamento. Nel rispetto delle disposizioni anti COVID-19 non si terrà un’inaugurazione vera e propria, per evitare assembramenti l’ingresso sarà consentito ad un massimo di 6 persone per volta, ed è perciò fortemente consigliata la prenotazione a info@galleriamacca.com

 

 

 

A.D.STANZA

 

La misura di certe distanze è data dai silenzi percorsi, gli stessi che sembrano custodire le opere di Gabriella Locci, Crisa e Alberto Marci.

Nati dal forzato confinamento del lockdown i lavori dei tre artisti sembrano capitoli di una narrazione comune che mostra, sotto differenti luci e prospettive, una reazione alla straordinarietà della condizione vissuta. 

Solitudini collettive che Gabriella Locci affronta come mistica ascesi, sofferta condizione che libera il pensiero e lo innalza oltre la corporeità e le limitazioni fisiche. I suoi piedi scalzi sono una summa pauperistica che universalizza la condizione umana. 

 

Crisa si inabissa nei labirinti dell'urbanità contemporanea, città di un futuro distopico dove il silenzio è metafisica e l'uomo non trova più consolazione se non guardando al cielo mentre sente incombente il suo disfacimento.

 

I lavori lunari di Alberto Marci si abbandonano alla contemplazione, la natura prosegue nei suoi cicli immutati indisturbata, forse più felice, questa è la sensazione; perché per un attimo ha perso il peso e il chiasso di un'umanità infestante.

 

I dialoghi si fanno serrati tra gli still life di Marco Ceraglia, che traduce la luce in suono sulle superfici smaltate delle bottiglie mosse dal gesto e le piccole incisioni di Pietro Desirò appena uscite da un taccuino di un seguace di Dürer; le uova di Giovanna Secchi custodiscono mondi autorigeneranti.

 

La pittura è tutta nelle dense e corpose pennellate di Veronica Paretta che circoscrive col segno il suo spazio vitale, le carte geografiche di Lea Gramsdorff profumano d’infanzia, di mondi perduti, ma rivelano anche ossessioni contemporanee; Nicolò Bruno sa essere intimo ed erotico come le anime che quando s’incontrano chiudono il mondo fuori; Irene Balia converte l’immagine in simboli intrecciati da relazioni e paradossi.

 

Con l’autoscatto Giulia Casula ci conduce dentro la straordinaria capacità che le artiste hanno sempre avuto nel riuscire a rappresentare la relazione tra corpo, ambiente, comunicazione. Simone Dulcis inabissa il suo pensiero dentro la carnalità dell’Informale mentre Irene Podgornik Badia sembra tessere le sue incisioni col gesto lento della ritualità appresa con il continuo esercizio.

[Efisio Carbone]

 

 

I palazzi storici che utilizziamo sono importanti luoghi di cultura, ubicati nel cuore di Castello o in zone periferiche, appartenenti - o appartenuti - a famiglie nobili della città di Cagliari. Essi raccontano la storia e le vicende della città e dell’Isola, sono quindi preziosi contenitori di memorie. Alla Galleria Macca, sita nel Palazzo Amat di San Filippo, che ha già una sua destinazione artistica, si apre un dialogo arte/spazio, con le opere d’arte che gli artisti invitati hanno realizzato nel 2020, durante il lungo e difficile periodo di lockdown. Questa mostra, sarà il motivo per un’articolata discussione sul significato dell’utilizzo di Spazi Storici in ambito Contemporaneo. 

[Casa Falconieri]

 

 

 

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BIO
 

Federico Carta, in arte Crisa, è nato nel 1984 a Cagliari, dove vive e lavora. Autodidatta, sperimenta con il disegno sin dalla prima infanzia. Sperimentatore di tecniche e materiali, ha sviluppato uno stile personale di ricerca e di espressione. La sua arte si radica nella città, lungo le strade con i graffiti dalla fine degli anni 90, e intreccia natura e metropoli. Nei suoi dipinti affronta tematiche quali il degrado urbano, l'ambiente, l’inquinamento, il rapporto tra l'uomo e la natura. Tali tematiche prendono forma principalmente all'interno di un contesto urbano rappresentato attraverso numerosi simboli del suo immaginario poetico: antenne, lavatrici, fabbriche, palazzi, aree desolate, discariche. Ha realizzato numerosi murales per spazi pubblici in varie città e periferie del mondo, in Italia, Croazia, Portogallo, Francia, Messico, Brasile, Grecia e nel Sud Est Asiatico dove, nel 2019, ha realizzato il progetto 'Tracce', tra la Thailandia, il Laos e il Vietnam. 

 

Gabriella Locci, vive e lavora a Cagliari, impegnata nella sperimentazione nelle arti visive, è un’importante figura di riferimento per il rinnovamento dei linguaggi dell’incisione. Parte fondante del suo operare, è l’elemento Tempo-mentale, di elaborazione e di realizzazione - che definisce gli spazi in cui agisce ma che, contemporaneamente, è anche uno spazio a ritroso, quello della Memoria. Nei suoi interventi Arte e Architettura si confrontano sui temi dello spazio, della forma e del contenuto e strutturano relazioni tra oggetto-spazio-fruitore. Su commissione di enti pubblici ha realizzato progetti di riqualificazione dello spazio urbano. Membro del “Gruppo Interdisciplinare di Ricerca e Sperimentazione” del Dipartimento di Scienze Matematiche dell’Università di Cagliari. È stata docente presso lo IED di Cagliari. Ha fondato Casa Falconieri - centro di sperimentazione e ricerca. Ha rappresentato il Ministero della Cultura Italiano nella Fondazione Teatro Lirico di Cagliari. Promuove e realizza workshops internazionali di sperimentazione e ricerca nel settore dell’incisione originale. Nel 2011 è artista invitata alla 54° Biennale di Venezia; in tale occasione il museo MAN di Nuoro, a cura del direttore Cristiana Collu, le dedica una mostra personale di approfondimento sul suo percorso artistico. Nel 2012 è artista invitata a Dresda per Ostrale Internationale Ausstellung zeitgenössischer Künste. Ha esposto in importanti istituzioni e musei tra i quali il Museo de Bellas Artes di Bilbao, il Centro de Arte Visuale del Museo del Barro di Asunción, il Museo MAN di Nuoro, i Musei Civici di Cagliari, il Museo MACC di Calasetta, l’Auditorium Nacional di Madrid, Ars Lab/Promotrice delle Belle Arti di Torino, Il Circulo de Bellas Artes di Madrid, il Museo di Villa Croce a Genova, Palazzo Sormani a Milano. Nel 2018, l’attività di diffusione degli ideali di innovazione e di ricerca sistematica la vedono presente nelle “XIX Jornadas de conservacion” del museo Reina Sofia di Madrid, dove presenta la sua relazione “Grabado / Conservación / Como coleccionar con felicidad”. Con Dario Piludu è fondatore del Festival F.I.G. di Bilbao e del progetto ON PAPER. 

 

Alberto Marci è nato a Cagliari nel 1985, ha compiuto gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze nella sezione Arti Visive e Discipline dello Spettacolo/Grafica d’Arte. La sua formazione nell’ambito delle problematiche della sperimentazione e dei linguaggi incisori è avvenuta nell’atelier Casa Falconieri, dove dal 1999 al 2009 partecipa ai Masters di sperimentazione e ricerca. Presentato alla fiera d’arte Estampa, nella sezione giovani di Casa Falconieri dal 2004 al 2009, nel 2004 e nel 2005, ottiene due borse di studio della Fundación CIEC, che poi lo assorbirà come docente. Artista segnalato nell'edizione 2006 del "premio di grafica Pietro Parigi". Nel 2008 e nel 2009 partecipa alle residenze sul libro d’artista “Reinventare gli Spazi” e “Laboratorio dell’Inquietudine” alla Fondazione Stazione dell’Arte a Ulassai (Sardegna), svolti in collaborazione con la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Presentato da Casa Falconieri al festival “IKASART II” 2010 a Bilbao. Nel 2010 è fruitore di una borsa Master & Back della Regione Sardegna. Artista invitato per il “1° Encuentro Alfara-CIEC” nello studio Alfara a Salamanca. Selezionato, in coppia con Maria Penela, per le residenze artistiche della “Bienal de Cerveira” in Portogallo. Dal 2015 al 2018 partecipa a vari programmi di residenze artistiche come ospite, tra i più importanti Progetto Borca a cura di Dolomiti Contemporanee (ex villaggio Eni di Borca di Cadore) e La Ceiba Grafica a Coatepec (Messico). Attualmente sviluppa il proprio lavoro di ricerca e parallelamente si dedica all’insegnamento delle tecniche di stampa, all’editoria per altri artisti e a progetti speciali di design applicato all’editoria. Nel 2017 la sua prima mostra personale alla Galleria Macca, ha partecipato a varie mostre collettive, le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali.

Irene Balia (Iglesias, 1985. Vive e lavora a Milano). Diplomata all’Accademia di Sassari nel 2009. Nel 2013 inaugura la sua prima personale, Hortus Conclusus, a Milano al Circoloquadro. Nello stesso anno è finalista al premio CO.CO.CO. Contemporary Contest Como, al Premio Michetti, e l’anno successivo al Premio Lissone. Nel 2017 realizza un murale presso la Cittadella degli Archivi di Milano. Nel 2019 partecipa alla collettiva “Un’altra primavera” presso il Castello di Oldofredi a cura di Casa Testori. Nel 2020 partecipa al Programma di Residenze Internazionali della Fondazione MACC di Calasetta, espone al Museo Nivola in occasione della collettiva “Back_Up |Giovane Arte in Sardegna”, e alla Galleria Macca a Cagliari. Ha fatto parte del progetto di Enzo Cannaviello “Nuova Pittura Italiana”. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, sia nazionali che internazionali. Nei suoi lavori ricrea un ambiente domestico, uno spazio di intimità statico e calmo, la sensazione di un attimo dilatato. I quadri si trasformano in fotogrammi, frammenti di una sfera personale che si allontanano dalla dimensione del presente diventando irraggiungibili. Tutto è ricomposto tramite geometrie e ricami. Non esiste una prospettiva spaziale ma solo una dimensione emotiva, un’atmosfera onirica e simbolica.

Lea Gramsdorff (vive e lavora a Cagliari). Attrice, pittrice e regista di origini tedesche, è diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha lavorato come attrice in numerose produzioni cinematografiche, televisive e di teatro e dal 2014 è autrice e regista teatrale. Dal 2005 ha esposto a Cagliari in spazi pubblici e privati, come lo Spazio P e lo Spazio (In)Visibile, e recentemente a Berlino e Tel Aviv. Nel 2019 al Museo Diocesano Arborense di Oristano e nel 2020 presso il MACC di Calasetta, ha presentato due progetti installativi in Duo con l’artista Simone Dulcis. Nel 2020 è artista in residenza presso il Ghetto di Cagliari, nel progetto “a place for art”. Lea Gramsdorff si sofferma sul rapporto tra individuo e collettività, partendo dalla suggestione del quotidiano per raccontare il nostro tempo e il nostro rapporto con la memoria. Nell’utilizzo della carta come materiale prediletto, l’artista trova il supporto ideale per la sua ricerca: carte nautiche, pagine di libri, ritagli di opere d’archivio e documenti diventano parte integrante dei suoi progetti. Nel suo lavoro, ricco di spunti letterari, si riconosce l'influenza di cinema e teatro nella costruzione di “un'inquadratura” che collochi la figura in uno spazio pittorico o grafico per diventare racconto, mentre sui piani differenziati delle sue opere appaiono delicati simboli, che compongono il suo alfabeto espressivo fatto di oggetti e ricordi.

Nicolo Bruno (Milano, 1989. Vive e lavora a Basilea) Durante i suoi studi presso la NABA di Milano fonda, assieme ad alcuni compagni di corso, il gruppo artistico: Collettivo F84, focalizzato in progetti d’arte relazionale. Dal 2013 Nicolò collabora con MilanoPride, il principale evento LGBT+ di Milano per cui ha sviluppato il celebre logo. Negli stessi anni si trasferisce in Svizzera, dove intraprende il Master in Visual Communication and Iconic Research presso la FHNW di Basilea. Nel 2014 partecipa alla residenza per Pittori “Painting Practices” presso Villa Gorgo a Nogaredo al Torre, curata da Andrea Bruciati. Nel 2015 conosce Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato e incomincia una collaborazione con il Fiorucci Art Trust di Londra. Nicolò diventa il loro graphic designer di rifermento. Nel 2020 inizia la sua collaborazione con la galleria Massimo Ligreggi di Catania e viene invitato al Programma di Residenze Internazionali della Fondazione MACC di Calasetta, Sardegna dove rimane bloccato a causa della quarantena da COVID 19. Durante quest’esperienza assieme al direttore del Museo MACC Efisio Carbone, l'artista sviluppa un progetto che definisce “Time Specific”. Una bandiera che simboleggi la resistenza dei luoghi di cultura durante questo periodo di instabilità. Il suo lavoro è presente in diverse collezioni internazionali e alcune istituzioni museali.


Veronica Paretta (Cagliari, 1986. Vive e lavora a Cagliari). Nel 2011 si diploma in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, e al suo rientro in Sardegna realizza la sua prima personale alla Galleria Capitol Arte Contemporanea di Cagliari, una mostra di lavori eseguiti tra il 2005 e il 2011. Nello stesso anno partecipa alla 54a edizione della Biennale di Venezia, Padiglione Italia nella Sala Nervi di Torino. Nel 2013 e nel 2016 ottiene due residenze d'artista presso il laboratorio d'incisione di Casa Falconieri a Cagliari e partecipa alla mostra "Geografie del Segno" al Museo Nivola, Orani. Continua la sua ricerca artistica mirata sia ai linguaggi pittorici che incisori. Nel 2016 espone una personale dal titolo "Esercizi di Disegno Libero"; Febbraio 2017 un'altra personale "Sublime Lineam" alla Galleria Macca di Cagliari, quest'ultima una mostra che ha riportato sia opere pittoriche che calcografiche. Tra il 2016 e il 2018 espone in diverse collettive in Sardegna; al salone del libro di Torino e ArtMadrid; è docente di laboratorio durante i corsi di incisione curati da Casa Falconieri svolti nelle scuole pubbliche e nei musei civici di Cagliari; partecipa alla mostra internazionale "On Paper" al Museo MACC di Calasetta. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche sia in Italia che all’estero.

Giovanna Secchi, nata ad Olbia, si è formata alla scuola diretta da Mauro Manca nell’Istituto Statale d’Arte di Sassari, città nella quale vive e lavora. Nella stessa scuola ha insegnato Plastica ed Educazione visiva fino agli anni ’80. Da un iniziale linguaggio informale ha proseguito la sua ricerca pittorica privilegiando l’aspetto plastico e materico dei supporti, con predilezione per la spazialità e il colore. Negli anni ’60 fa parte del Gruppo “A” attorno alla figura di Mauro Manca e nel ’76 aderisce al Gruppo “La Rosa” di marca più concettuale. Si è occupata di design per l’artigianato della sua isola (sugheri, tappeti), e di pittura su stoffa per l’abbigliamento. Dal 2001 ha partecipato alle esposizioni di Estampa con Casa Falconieri. Nel 2011 è presente nella 54° Biennale di Venezia; in tale occasione il museo MAN di Nuoro, a cura di Cristiana Collu, le dedica una mostra personale di approfondimento del suo percorso artistico. Prosegue la sua attività e ricerca sviluppando il tema delle carte traforate che diventano nel loro work in progress sempre più dialoganti con il colore dell’ambiente come negli ultimi lavori in acciaio traforati a laser. Al suo attivo ha numerose partecipazioni a mostre ed esposizioni in Italia e all’estero.


Marco Ceraglia vive e lavora a Sassari. Studia Fotografia a Roma presso l’Istituto Europeo di Design, dove successivamente insegna dal 1985 al 1991. In parallelo si è formato come Performer e Artista di strada (Théatre en Vol come attore, e successivamente fondatore della compagnia Equilibri Precari). Nel 2014 segue un master formandosi come Curatore (specializzazione Fotografia) presso la Fondazione Modena Fotografia. Dal 2002 segue un percorso di ricerca personale sulla creatività con l’associazione Grecam. Alterna professione e ricerca personale, continuando l’attività di docenza in scuole, enti e università. Ha collaborato con le migliori agenzie pubblicitarie della Sardegna e realizzato campagne nazionali. Ha pubblicato diversi libri fotografici; negli ultimi anni è attivo nel settore delle Edizioni d’Arte (Torino “Salone del Libro” 2010; Madrid “Estampa” 2012). Dal 2004 sviluppa diversi progetti sotto forma di installazioni/scultura con materiali diversi, in particolare ferro, legno e acciaio. Ha ottenuto diversi riconoscimenti anche internazionali, sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.
 
Pietro Desirò (1994, vive e lavora a Firenze), finiti gli studi liceali, inizia a frequentare la Fondazione Il Bisonte Centro Internazionale per lo studio della Grafica d’Arte, dove vince una borsa di studio e scopre la passione per l’incisione. A seguire frequenta il corso di grafica presso l’accademia di Belle Arti di Firenze. Partecipa al programma Erasmus andando a studiare un’anno all’accademia di Belle Arti di a Vienna. Durante il periodo accademico Pietro Desirò inizia a partecipare a mostre collettive, personali e eventi fieristici in Italia e all’estero. Nel 2015 insieme ad altri artisti fonda Cartavetra, galleria d’arte, spazio culturale dove organizza mostre, eventi e workshop. Dal 2016 lavora come concept artist al progetto video ludico Selves: Prototype di cui diventa direttore artistico nel 2018.

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